Le 10 cose da conoscere su People Caring e Welfare Aziendale

Come e perché il benessere delle persone sul lavoro è tra i focus di un’azienda di successo.

Le 10 cose da conoscere su People Caring e Welfare Aziendale

People Caring in azienda

Forme di welfare e iniziative di people caring prendono sempre più spazio nella vita di lavoratori e aziende.
Pandemia, crisi economica, digitalizzazione e nuovi modi di lavorare, hanno accentuato l’attenzione verso la persona all’interno dei contesti organizzativi. Si intensificano, in particolare, gli interventi tesi a favorirne un maggiore benessere sia nel privato, che nel mondo professionale.

Il people caring in azienda, che letteralmente indica il prendersi cura degli individui, prevede strumenti di vario tipo per aiutare il dipendente a gestire temi legati a famiglia, salute, tempo libero e cultura. Oltre al lato economico, si tende infatti ad avere cura degli aspetti fisici, mentali e sociali dei lavoratori e delle famiglie. Tra i motivi alla base di tale tendenza, vi è il riconoscimento del wellbeing aziendale – ovvero di quell’insieme di azioni ed iniziative mirate ad accrescere la qualità di vita e di lavoro – come elemento strategico per il successo di un’impresa.

Il Welfare Aziendale, nuova priorità per le aziende di successo

Tra le leve del people care vi sono i Piani di welfare aziendale. Introdotti in Italia nel 2017, superano e integrano le tradizionali tutele per il lavoratore (ferie, congedi, contributi, ecc.).
Ad utilizzarli, seppur in modi diversi, sono molte realtà organizzative. E il loro impiego è destinato ad aumentare. In proposito, il 5° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale (2022) rileva che

Attuare o potenziare un Piano di welfare costituisce una priorità per oltre il 60% delle imprese intervistate.

Nel Piano di welfare l’azienda può includere servizi, agevolazioni e strumenti riservati al lavoratore ed anche ai suoi familiari. Ad essere riconosciute non sono somme di denaro, che incrementerebbero sì gli stipendi, ma anche le tasse sugli stessi. Sono, invece, strumenti capaci di accrescere il potere d’acquisto del dipendente ed anche le possibilità di gestire meglio il confine, sempre più sfumato, tra vita personale e professionale.

Welfare Aziendale e People Caring: 10 cose da conoscere

  1. Obiettivi
    Si potrebbero riassumere in un’espressione: tenere unita la squadra. Un piano di welfare che soddisfi i dipendenti, li rende più motivati e quindi più produttivi. Rinforza l’effetto di una employee experience efficace e genera, di conseguenza, un maggior attaccamento all’azienda.
  2. Istituzione
    Un Piano di welfare può essere introdotto in modo volontario dallo stesso datore di lavoro. In alcuni casi, invece, introdurlo è obbligatorio in quanto previsto dal CCNL di riferimento dell’azienda.
  3. Strumenti
    Sono molteplici e i principali si possono ricondurre all’assistenza sanitaria (ad esempio, rimborsi o convenzioni per visite mediche), ai servizi per la famiglia (tra cui aiuti per accedere ai servizi per l’infanzia, per l’istruzione dei figli o per famigliari fragili) o alle opportunità di integrazione pensionistica. Premi di risultato possono essere convertiti in benefit per i dipendenti, mentre voucher o buoni possono supportare il costo di pasti, carburante, attività sportive e culturali. Programmi di people caring possono essere attuati direttamente dall’azienda: tra cui, ad esempio, nidi aziendali, flessibilità oraria, interventi per l’inclusione, palestre interne.
  4. Vantaggi per il dipendente
    Dal lato economico, nonostante i benefit siano di natura non-monetaria, per il lavoratore può aumentare la capacità di spesa e di accesso ai servizi. A livello personale, cresce la serenità con cui fronteggiare gli impegni privati – si pensi, ad esempio, alla disponibilità di servizi per l’infanzia, alla flessibilità di orario – e la percezione di essere riconosciuto come “persona” dall’azienda per cui si lavora.
  5. Vantaggi per l’azienda 
    Sono sia diretti, che indiretti. In maniera diretta, l’impresa beneficia di agevolazioni fiscali (tra cui detassazione e deducibilità) per l’attuazione di policy di welfare. Indirettamente, invece, un datore che propone Piani di welfare migliora il clima aziendale con ricadute positive su produttività e presenze.
  6. Vantaggi per la società 
    Anche la collettività beneficia del welfare aziendale. Maggiori tutele e supporti offerti dalle aziende riducono infatti l’impegno, economico e sociale, di Stato e collettività verso le problematiche inerenti la vita familiare dei lavoratori.
  7. Fringe benefit 
    Identificano una categoria di aiuti che, pur non consistendo in emolumenti in denaro, figura in busta paga. I fringe benefit funzionano così: il lavoratore riceve un bene (ad esempio, auto aziendale o buoni pasto), oppure accede a un servizio (ad esempio, un prestito agevolato o un corso di formazione), e il valore economico degli stessi viene rappresentato in busta paga, quale compenso in natura accessorio alla retribuzione. Se sotto una soglia stabilita per legge (fringe appunto), tale valore contribuirà ad incrementare il reddito del lavoratore (quindi anche gli imponibili a fini contributivi) ma non la tassazione.
  8. Flexible benefit
    Altra categoria di aiuti, configura un insieme di beni, servizi e prestazioni che l’azienda decide di mettere a disposizione dei dipendenti. Non sono somme di denaro, ma corrispondono, per fare qualche esempio, a borse di studio, abbonamenti per i trasporti o il cinema, buoni per acquisti. L’azienda propone una “rosa” di benefit, tra cui il dipendente sceglie quelli più utili alle sue esigenze.
  9. La situazione in Italia 
    Un rapporto ISTAT registrava già nel 2018 forme di welfare in circa il 70% delle aziende nazionali. E la tendenza, che non sembra invertire la rotta, vede coinvolte sia grandi imprese, che PMI. Tra le azioni più diffuse vi sono piani per conciliare lavoro e famiglia, benefit aziendali, formazione. Si moltiplica inoltre l’offerta di servizi per attuare e gestire Piani di welfare personalizzati, con la nascita di apposite piattaforme e la disponibilità di consulenti dedicati.
  10. Uno sguardo complessivo
    Tirando le somme, l’azienda che offre servizi aggiuntivi ai dipendenti consegue risparmi, agevolazioni e un miglior clima lavorativo. Il welfare aziendale teso al “people care” si riflette sull’intero sistema impresa, dove successo, produttività e fatturato si collegano con la qualità della vita del lavoratore. Scelta vincente per l’azienda, dunque, che ne trae beneficio anche in termini di immagine: dopotutto chi, tra dipendenti, consumatori e fornitori, non preferirebbe avere a che fare con un’azienda che si prende cura delle persone?

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