Perché la candidate experience è importante?

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Perché la candidate experience è importante e come migliorarla

Andate da una persona in cerca di lavoro e ponete domande sulla sua candidate experience. Sentirete sicuramente tante storie raccapriccianti. Certo, avere un processo di assunzione perfetto sotto ogni punto di vista è molto difficile, ma sono sempre di più i candidati che si lamentano della loro experience. Dunque, perché la candidate experience è importante?

Leggi anche: Candidate Experience. Cos’è, come definirla e come migliorarla


Candidate experience, alcune testimonianze

“Dopo aver compilato il form online, ho ricevuto un’e-mail automatica che sembrava scritta da un robot. Un robot con pessima ortografia, aggiungerei.”

“Il recruiter aveva programmato un colloquio telefonico, ma non mi ha mai chiamato. Dopo averlo contattato via mail, mi ha dato altri due appuntamenti telefonici, entrambi dimenticati. Non lavorerò mai per quell’azienda, non ci penso neanche.”

“C’è una spaventosa mancanza di rispetto per i candidati”

Potremmo continuare. Purtroppo, molte aziende non danno alla candidate experience la giusta importanza.


Perché la candidate experience è importante anche per le aziende

Secondo Lian Shao, docente di risorse umane alla University Of Washington Foster School Of Business, un mancato miglioramento della candidate experience ha effetti negativi sull’employer brand. Il motivo è estremamente semplice: al giorno d’oggi è molto facile condividere recensioni negative.

Secondo un sondaggio di CareerArc, circa il 60% dei candidati intervistati dichiara di avere una pessima candidate experience e il 72% di loro ha raccontato la propria esperienza online.

Kristin Kelley, Chief Marketing Officier di Randstad North America, sostiene che i candidati tendano a raccontare le loro esperienze negative online e offline. Le recensioni online hanno un potere enorme, perché possono essere lette da grosse quantità di persone. Le conseguenze sull’employer brand sono inevitabili.

Secondo Lisa Chartier, head of employer brand & recruitment marketing presso Philips, la candidate experience è importante perché determina la volontà da parte del candidato di lavorare in azienda e, inoltre, determina anche il suo interesse nell’acquistare prodotti da quella determinata azienda.


Perché avere una candidate experience positiva è importante

Lian Shao sostiene anche che sia fondamentale mappare l’intero processo di assunzione e, successivamente, lavorare sugli aspetti da migliorare.

Inoltre, migliorare la candidate experience permetterà all’azienda di entrare in contatto con i candidati migliori in circolazione. Il mercato del lavoro è molto competitivo: spesso le persone migliori vengono reclutate da più aziende contemporaneamente. Avere una candidate experience positiva è un vantaggio per l’azienda in competizione.

Offrendo ai candidati un’esperienza positiva, si hanno maggiori possibilità di attrarre i talenti migliori.


Migliorare la candidate experience

Ecco alcuni suggerimenti che possono aiutare la tua azienda a migliorare la candidate experience.

1. Identificare tutti i punti di contatto della candidate experience

Questo non significa considerare solo i punti di contatto più comuni (colloqui telefonici o faccia a faccia). Significa identificare letteralmente ogni punto di contatto durante l’intero processo: dalla scoperta del brand alla descrizione del lavoro, dall’offerta di lavoro alle attività di onboarding.

I candidati dovrebbero sentirsi importanti sin da subito; d’altronde ciascuno di loro può diventare un componente essenziale dell’azienda.

2. Analizza la situazione attuale

Scopri gli aspetti positivi (o negativi) della tua azienda in merito al percorso del candidato. Utilizza sondaggi e colloqui per conoscere tutti i touchpoint.

Parlare con i dipendenti assunti recentemente e analizzare commenti sui siti di recensione come Glassdoor può fornire una vasta gamma di informazioni su ciò che i candidati pensano dell’azienda.

Analizzare il processo di assunzione è fondamentale per scoprire quali aspetti devono essere migliorati.

3. Determinare le aree di miglioramento

Ottenuti i risultati delle analisi, è fondamentale conoscere le risorse coinvolte nel miglioramento dei vari touchpoint (tempo, persone, strumenti, budget…).

Durante il processo, Chartier e il suo team di Philips hanno considerato molti aspetti, fra cui tecnologie disponibili, comportamento umano e comunicazioni del brand. Le aree in cui si poteva ottenere un impatto più immediato erano le ultime due. Sono stati lanciati due nuovi strumenti, creati nuovi programmi di formazione e implementato misure analitiche per migliorare le interazioni con i candidati durante i processi di recruiting e di assunzione.

Inoltre, Philips dispone di una nuova piattaforma creativa per datori di lavori e di un sito web user-friendly in risposta alle informazioni sui feedback raccolti durante il processo di analisi di candidate experience.

4. Concentrarsi sulle risorse qualificate

Per migliorare la candidate experience è importante disporre di risorse e budget sufficienti. Sono particolarmente utili le risorse che hanno esperienza nel mondo del marketing, nelle comunicazioni e nel branding e che hanno una conoscenza approfondita delle risorse umane.

Assegnare progetti di miglioramenti della candidate experience ad un generalista delle risorse umane o ad un recruiter come lavoretti non basterà. L’argomento deve essere affrontato in modo completo ed efficiente.

5. Prestare attenzione all’ambito del lavoro

Molto probabilmente il lavoro da fare sarà maggiore del tempo (o del budget) a disposizione. Significa che sarà necessario valutare attentamente le mosse da fare. L’ideale sarebbe intraprendere un programma di miglioramento continuo.

Iniziare su larga scala rischia di essere dannoso, meglio fare le cose in piccolo. La stessa Chartier ammette che in Philips hanno fatto le cose con calma.

6. Altre aziende come fonte di ispirazione

Si può sempre imparare dagli altri. Studiare le soluzioni e i modelli intrapresi dalle altre aziende può essere di grande aiuto.


In conclusione…

Il miglioramento della candidate experience necessita di un aspetto fondamentale: il tocco umano. Secondo Kelley di Randstad, in un momento in cui la candidate experience diventa sempre più digitalizzata, il tocco umano è un elemento vitale.

È importante ricordare che i candidati e i dipendenti hanno molto più potere di quel che si possa credere. Trattandoli bene, sarai quasi sicuro che loro tratteranno bene la tua azienda.

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