Employee engagement: cos’è e perché è fondamentale

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Che cos’è l’Employee Engagment

L’employee engagement è l’approccio di condivisione e impegno sul posto di lavoro, utile a creare le giuste condizioni affinché tutti i membri dell’organizzazione possano contribuire al meglio e raggiungere obiettivi e valori della propria azienda.

L’employee engagement si basa sulla fiducia, integrità e comunicazione tra l’azienda e i dipendenti. È un approccio che aumenta le possibilità di successo aziendale, contribuendo alle prestazioni organizzative e individuali, alla produttività e al benessere. L’employee engagement può e deve essere misurato.

Employee Engagement. Il punto di vista dell’azienda e del dipendente

L’employee engagement non riguarda soltanto l’impegno di un dipendente, ma anche la comprensione del ruolo di una persona all’interno di un’organizzazione e la chiarezza degli obiettivi che gli sono stati assegnati. Dal punto di vista del dipendente invece, l’employee engagement consiste nel comprendere chiaramente come un’azienda sta conseguendo il suo scopo o obiettivo e come la stessa sta cambiando per soddisfare al meglio i dipendenti. Inoltre, consiste nell’essere inclusi a pieno titolo come membri del team e inclusi in tutti i sistemi di feedback aziendali.

Employee engagement: un vantaggio per le aziende

Avere un business di successo è l’obiettivo di ogni employer, per questo motivo le aziende tendono ad enfatizzare giustamente il concetto di employee engagement.

Avere dipendenti impegnati significa:

  • Aumentare le probabilità di successo dell’azienda
  • Aumentare la soddisfazione del cliente
  • Avere molteplici vantaggi da un punto di vista economico
  • Ridurre il rischio di turnover

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Una cosa è certa: nessuno può forzare l’impegno sul posto di lavoro. Si tratta di qualcosa che deve fare parte del business e di ogni singolo dipendente. Vediamo come aumentare l’employee engagement.

5 modi per migliorare l’employee engagement

Prima di tutto, cerchiamo di definire il termine: per employee engagement si intende il livello di impegno, passione e costanza che un dipendente ha nei confronti della propria azienda e del proprio lavoro. Più alto è il coinvolgimento, più alta sarà la determinazione che verrà messa in ogni lavoro.

Secondo un sondaggio di Gallup, negli Stati Uniti, circa il 32% dei dipendenti è impegnato. È una percentuale allarmante: significa che due terzi degli impiegati americani non sono realmente interessati e determinati sul loro lavoro.

Per intenderci, immagina due dipendenti: il primo arriva sul luogo di lavoro con 10 minuti di anticipo ogni giorno, pronto a dare il massimo e migliorare le sue prestazioni. Il secondo, al contrario, si accontenta del minimo indispensabile. Quale vorresti nella tua azienda?

La risposta è semplice. Vediamo quindi i 5 touchpoint chiave riguardanti l’employee engagement.

1. Onboarding e formazione sono fondamentali

Ciascun dipendente deve avere sotto controllo le sue responsabilità, altrimenti si corre il rischio di avere impiegati confusi, frustrati e non motivati.

Se un dipendente ha la possibilità di padroneggiare la propria mole ti lavoro, sarà orgoglioso di ciò che fa e sarà dunque motivato a svolgere i vari compiti. Onboarding e formazione sono due step fondamentali per ottenere un buon livello di employee engagement. Attenzione alle tempistiche: secondo un sondaggio SHRM un terzo dei neoassunti lascia il lavoro entro i primi sei mesi.

Ecco perché è importante avere un programma di formazione e sviluppo personale. È inoltre fondamentale essere aperti a qualsiasi necessità dei dipendenti.

Per molti impiegati, l’onboarding e la formazione sono delle fasi in cui si ha l’occasione di sviluppare nuovi rapporti con i colleghi, oltre che con l’azienda stessa.

2. Obiettivi aziendali

Avere un piano aziendale con l’elenco degli obiettivi da raggiungere è necessario, se si vuole gestire un’attività di successo. I dipendenti devono essere coinvolti nel raggiungimento di tali obiettivi.

È utile fissare obiettivi annuali, semestrali, trimestrali e mensili. In questo modo i dipendenti avranno sempre qualcosa che li tenga coinvolti e occupati. Inoltre, gli impiegati vogliono (e devono) sapere in che modo il loro ruolo si coordina con gli altri reparti dell’azienda. In questo modo, ognuno sarà a conoscenza della propria utilità.

3. Riconoscimento

L’employee engagement non migliora in automatico in base a quanti complimenti vengono fatti ai dipendenti, però l’engagement può precipitare se questi ultimi si sentono invisibili. Gallup dimostra che un mancato riconoscimento può avere grosse conseguenze sul tasso di abbandono del lavoro.

Per “riconoscimento” non si intende solo ringraziare gli impiegati per ogni attività che svolgono. Si tratta di gesti di gentilezza ed educazione: un saluto, una preoccupazione, una domanda. Piccoli gesti, utili però a creare una relazione.

4. Attenzione all’employee development

Non solo stipendio e benefici: fra le ragioni per cui viene accettata una posizione di lavoro troviamo la possibilità di crescita personale e professionale.

Svolgere attività monotone che richiedono il minimo sforzo non è sfidante: i dipendenti vogliono sviluppare le loro capacità e sfidare continuamente sé stessi.

Ecco perché è fondamentale dare spazio alla crescita di ciascun dipendente. Come? Per esempio aggiungendo nuove attività (senza superare il limite) per prevenire la noia e la piattezza del lavoro.

5. Evitare il micromanaging

Se ai dipendenti viene detto cosa fare e come fare un’attività, la motivazione crollerà molto rapidamente. Si sentiranno macchine create con lo stampino. Al contrario, dare agli impiegati la libertà di svolgere un lavoro come meglio credono è un ottimo touchpoint. È stato dimostrato che svolgere attività di micromanaging può ridurre la produttività dei dipendenti del 55%. Ognuno deve sentirsi unico e importante.

Dunque, è importante che ogni impiegato sia in grado di portare a termine un compito in maniera creativa e personale.

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