Come misurare l’employer branding

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Un buon employer branding aiuta l’azienda ad attirare e mantenere i talenti migliori.

Se il brand generale di un’azienda aiuta ad attirare i clienti e a promuoverne la fedeltà, un buon employer branding aiuta l’azienda ad attirare e mantenere i talenti migliori. Ma come misurare l’employer branding?

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L’employer branding non è solo un insieme di belle parole che fanno sembrare l’azienda un bel posto in cui lavorare. È molto di più. Riflette il modo in cui le persone sentono realmente di voler lavorare per la tua azienda e aiuta a capire come la stessa sia vista dall’esterno. Per costruirlo e gestirlo in modo efficace occorre misurarlo e analizzarlo.

È importante capire come misurare l’employer branding e come misurarne l’efficacia. È anche importante conoscere lo sviluppo del brand nel tempo e conoscere la concorrenza. Questo è  l’unico modo in cui è possibile sapere se gli sforzi attuati nel tempo stanno generando risultati concreti.

Misurare l’employer branding, alcuni metodi

Esistono più metodi utili a capire come misurare l’employer branding. È importante trovare quello che si adatta maggiormente alle necessità dell’azienda. Vediamone qualcuno!

Stabilire gli obiettivi

I fattori che scegli di misurare devono essere coerenti e collegati agli obiettivi del tuo employer brand. In caso contrario come farai a capire quali indicatori ti sono utili? Come puoi capire se stai facendo progressi, se non hai le idee chiare su ciò che vuoi ottenere?

Ecco perché è necessario iniziare delineando gli obiettivi dell’azienda in relazione al proprio employer brand. La cosa migliore sarebbe che a questo lavorassero insieme i membri del team HR e quelli del team marketing.

Gli indicatori più significativi per la tua azienda saranno quelli che si collegano agli obiettivi del tuo datore di lavoro. Per esempio, se l’azienda si trova in un momento in cui il morale dei dipendenti è molto basso e vi è un alto tasso di turnover, l’obiettivo potrebbe essere quello di migliorare la cultura interna. Come? Migliorando impegno e soddisfazione dei dipendenti. Quindi, in questo caso, vorrai prestare attenzione ai dati relativi al coinvolgimento e alla fidelizzazione del personale.

In questo caso non esiste un approccio unico per misurare l’employer branding. Ricorda che non serve utilizzare necessariamente tutti i metodi elencati, basta trovare quelli più utili. Può anche essere uno solo.

Valutare il ranking dell’employer

Siti di recensioni dei datori di lavoro come Glassdoor sono molto utili per comprendere la reputazione dell’azienda. Puoi, ad esempio, monitorare la tua valutazione complessiva di employer o vedere la percentuale di persone che approva la leadership.

Possibili problemialcuni tipi di dati sono ottimi per ottenere un quadro numerico generale, ma non ti daranno le motivazioni dei risultati. Ecco perché è utile analizzare le recensioni dei dipendenti, utilizzando la text and sentiment analysis. 

Ascolto social

Un altro consiglio utile per capire come misurare l’employer branding è monitorare le citazioni e le interazioni nei canali dei social media. Questo non solo ti aiuta a valutare la brand awareness; usando la sentiment analysis puoi capire come le persone ti vedono e come si trovano a lavorare con te.

Possibili erroril’ascolto sociale può toccare le menzioni sociali di potenziali dipendenti, ex dipendenti e dipendenti attuali. Per quanto riguarda quest’ultima categoria: a nessuno piace sentirsi spiato. Pertanto, quando si analizzano i contenuti dei tweet o di altri post sui social media, è una buona idea rendere anonimi i dati in modo da non collegare particolari commenti ai singoli dipendenti.

Recruiting e retention

L’obiettivo di ogni recruiter è attrarre il talento più adatto nel modo più efficace possibile. Avere un forte employer brand significa aumentare la probabilità di  attrarre candidati che comprendono chiaramente attività, ruolo che stanno richiedendo, cultura aziendale e il modo in cui funziona il business.

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Un buon metodo per misurare l’efficacia del tuo employer brand in fasi di recruiting è misurare il cost-per-hire. Se i tuoi sforzi stanno generando risultati, i costi di recruiting dovrebbero scendere. Parallelamente, dovresti iniziare ad attirare i candidati sfruttando mezzi più organici, come i passaparola o i social media.

Possibili problemi: oltre a misurare il volume dei candidati, devi anche capirne la qualità. Per farlo, guarda indicatori come il contributo di profitto medio per dipendente e le metriche degli obiettivi di prestazione.

Employee Experience

Conoscere e capire l’employee experience è un touchpoint fondamentale. Impegno, felicità e soddisfazione sono aspetti chiave. Uno strumento utile per misurare l’experience è Net Promoter Score, che esamina la probabilità che i dipendenti parlino bene della tua azienda.

Turnover

Misurare quanti dipendenti lasciano l’azienda ti aiuterà a conoscere la fidelizzazione. Le persone tendono a lasciare una volta raggiunto un certo livello in azienda? O dopo due anni? O stai perdendo più personale in una zona dell’azienda rispetto ad altre?

Possibili problemi: i dati in questo caso possono dirti che cosa accade, senza dirtene le cause. Perché le persone se ne vanno dopo due anni? È perché non ci sono abbastanza opportunità di sviluppo? Per capire perché, dovrai analizzare i dati delle indagini dello staff, le interviste di uscita, i focus group e le recensioni delle prestazioni.

In conclusione…

L’utilizzo di tecnologie legate ai dati, come l’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui le aziende dialogano con i dipendenti e aiutano a capire come misurare l’employer branding.

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