Migliorare l’employee retention grazie ai dati: come?

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Dopo mesi di ricerca, lavoro e colloqui, finalmente hai trovato ciò che cercavi: il candidato ideale. Ma attenzione, è presto per cantar vittoria. Infatti, circa il 33% (un terzo!) dei nuovi assunti lasciano il lavoro dopo appena sei mesi.
Poniamoci dunque qualche domanda: quali sono le tue retention strategies? Funzionano? Chi se ne occupa, all’interno della tua azienda? Si tratta di un problema di leadership oppure di HR?
Domande importanti, a cui si può rispondere con delle analytics del capitale umano (people analytics). Cerchiamo quindi di capire come migliorare l’employee retention grazie ai dati.

Approfondimento: Statistiche su Employee Experience che dovresti conoscere

Cosa si intende per people analytics?

Si tratta dell’utilizzo di strumenti di data analysis per valutare le sezioni delle performance organizzative. “L’arte di connettere i dati per scoprire e condividere informazioni sulla tua forza lavoro che produrranno migliori decisioni di business”, come spiegato sul Human Resources Today.
Sostanzialmente, questo tipo di analisi aiuta le aziende a prendere decisioni basate su prove piuttosto che su sentimenti o intuizioni. Inoltre, aiuta gli HR ad archiviare falsi miti e idee sbagliate oppure confermare precedenti intuizioni. È importante, dunque, saper come gestire al meglio questi dati per creare delle retention strategies ottimali. Ecco perché le aziende che non dispongono di un team di people analytics si lasciano aiutare da professionisti del settore.

In che modo, però, effettuare data analytics migliora la retention? Come migliorare l’employee retention grazie ai dati? Ecco tre importanti domande a cui la people analytics può dare risposta:

  1. Che tipo di problema hai con la retention? Quanto ti costa?
    Alcune aziende conoscono il loro retention rate. Tuttavia, capita di non avere le informazioni necessarie per visualizzare le tendenze generali, proprio perché i dati non vengono raccolti in modo uniforme. Ecco perché è fondamentale capire come migliorare l’employee retention grazie ai dati.
    Grazie alla people analytics è possibile semplificare la raccolta di dati uniformi, il che può aiutarti a monitorare la retention.
    Raccolti i dati, è importante monitorare chi si sta dimettendo (e i relativi costi dell’operazione).
  2. Employee attrition: quali sono le cause?
    Trovato il problema inerente alla retention, bisogna occuparsi delle dimissioni, le cui cause possono essere monitorate grazie agli analytics.
    Tenere sotto controllo questi dati è un aspetto fondamentale. Potrai infatti prendere decisioni migliori in tempi ottimali, fornendo ai dipendenti informazioni inerenti a cambiamenti di retribuzione, promozioni, opportunità e tanto altro.
  3. Chi abbandona?
    Studiare i dati aiuta a comprendere al meglio che tipo di vita lavorativa si offre ai propri dipendenti e decidere quali soluzioni intraprendere. Esistono anche programmi in grado di determinare il potenziale rischio di dimissioni. Se prevenire è meglio che curare, impedire ad una persona di andare via è più facile che convincerla a tornare indietro.

Una volta capito cosa spinge le persone ad andarsene, sarà più facile creare un buon employee retention program, migliorando quindi l’employee experience.

Employee attrition, due cause comuni: come comportarsi

  1. Carenza di opportunità di sviluppo personale
    Se i risultati delle analysis dimostrano che i dipendenti si dimettono per la causa sopracitata, sarebbe meglio investire il budget in programmi di apprendimento. Assicurati che siano efficaci!
  2. Mancanza di crescita in ambito professionale
    Se dalle analysis risulta uno scarso tasso di promozioni all’interno dell’azienda, cerca di migliorare questo aspetto.

Retention: chi se ne occupa?

È importante decidere chi avrà il compito di tradurre i dati in soluzioni reali. Una volta individuato il problema, saprai esattamente quali e dove sono i gap da colmare e potrai dare vita a soluzioni innovative.