Come calcolare il costo di Onboarding

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Che cos’è l’onboarding?

L’onboarding dei dipendenti è il processo attraverso il quale integrare un neoassunto all’interno della realtà aziendale, comprensiva di obiettivi e cultura. L’assunzione dei nuovi dipendenti in un’organizzazione dovrebbe essere un processo strategico della durata di almeno un anno. Il modo in cui viene gestito questo processo è cruciale per garantire un elevato livello di fidelizzazione e di produttività del dipendente.

Leggi anche: Tips per una Employee Onboarding Experience di successo

 

Come calcolare il vero costo di onboarding?

Sommare i costi diretti di onboarding

Diventa importante annotare qualsiasi costo stimato per ogni attività. Per comodità, potresti voler suddividere questi costi in uno split orario. Ecco alcuni dei costi diretti più comuni in un processo di onboarding:

  1. Costi pubblicitari
  2. Review della posizione
  3. Spese recruiting agency (o head hunter)
  4. Costo interviste
  5. Profilo psicometrico
  6. Test attitudinale
  7. Costi amministrativi
  8. Offerta
  9. Costi orario del personale coinvolto nel processo
  10. Costo di induction
  11. Costo formazione e up-skilling
  12. Salario del dipendente durante il periodo di prova (costo di un dipendente non ancora produttivo)

Sommare i costi indiretti di onboarding

Quali sono i costi di onboarding nascosti? Spesso queste spese vengono trascurate o nella peggiore delle ipotesi, non considerate.

Alcuni dei costi indiretti li abbiamo elencati di seguito:

  1. Perdita della produttività (sulla specifica posizione di lavoro): è necessario tener conto del contributo medio garantito dalla posizione nel periodo in cui non è stata ancora assegnata al nuovo assunto. In più, è da tenere in considerazione la non produttività a pieno regime del nuovo dipendente per almeno i primi 3 mesi. Ovviamente questa tempistica è dipesa dall’importanza del ruolo che andrà a ricoprire.
  2. Perdita della produttività (sull’intero personale): in questo caso, ci riferiamo alla perdita della produttività di tutte le persone coinvolte nel processo di recruiting, onboarding e upskilling, basato sempre sul contributo medio.
  3. Opportunità perse: in questo set di costi, rientrano le mancate opportunità, ad esempio, di vendita. Stiamo parlando di opportunità mancate che contribuiscono al profitto dell’intera organizzazione in modo indiretto.
  4. Impatto sul morale e sull’impegno del team. 

Pertanto: Costi diretti + Costi indiretti = Costo di Onboarding


Le ricerche portate avanti da Sork HC mostrano che l’investimento medio associato alla ricerca, all’assunzione e all’aggiornamento di nuovi talenti ad uno standard di produttività e rendimento minimo supera i 100.000 dollari per nuovo impiegato, nei primi 3 mesi di lavoro.

Ciò significa che ogni volta che porti a bordo un nuovo dipendente, stai investendo almeno $ 100.000 nel processo di onboarding. 

Per comprendere fino in fondo il rischio del tuo investimento in onboarding, calcola quanto tempo è necessario per ripagare i $ 100.000 e ottenere un break even sul tuo nuovo dipendente. Calcola questo valore in base al profitto medio per dipendente. Sempre la ricerca condotta da Sork HC indica che un’azienda impiegherà dai 12 ai 18 mesi per ottenere un ritorno sull’investimento in un processo di onboarding.

Calcola il tuo break even point

Ecco come:

  • Costi diretti + Costi indiretti = costo totale di onboarding
  • Profitti aziendale/FTE = profitto medio per persona
  • Profitto medio per persona/52 = profitto settimanale medio per persona
  • Costi totali/profitto settimanale medio per persona= numero di settimane per raggiungere il pareggio

L’obiettivo è comprendere e stabilire che se il break even è pari al 12esimo mese, qualsiasi dipendente che lascia la propria attività e l’azienda prima di questo periodo, equivale ad una perdita finanziaria.

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